sabato 31 ottobre 2009

Svolgimento delle prossime lezioni

La lezione di lunedì 2 novembre si terrà regolarmente, nell'orario e nell'aula consueti. Lo stesso vale naturalmente per quelle del 3 e del 4.
Lunedì 9 novembre si terrà una lezione "di riepilogo" in vista del test del 10 novembre. La lezione di mercoledì 11 novembre non avrà invece luogo. Il corso riprenderà dunque con la solita cadenza lunedì 16 novembre.

venerdì 30 ottobre 2009

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Riconoscere l'autore di un quadro o di una scultura solo dalla foto è un processo molto complicato, fatto di più componenti insieme. C'è di mezzo la memoria, in particolare la componente visiva: chi conosce più immagini risulta dunque inevitabilmente favorito. Studiare serve anche a questo. Esistono comunque anche un talento, un'intuizione, una sensibilità particolari, anch'esse suscettibili di affinamento allenandosi con sufficiente continuità. Per questo una buona cosa è per esempio farlo in due: una persona sceglie l'immagine, ne copre la didascalia e magari offre qualche guida, qualche consiglio, la seconda deve invece riconoscere. Dopo tre o cinque immagini ci si dà il cambio. Il patto reciproco consiste nel non sollevare la mano fintanto che il nome dell'autore non è venuto fuori: più o meno come Ulisse con le Sirene. Solo in questo modo l'opera resterà impressa nella mente.
Ogni grande conoscitore ha un proprio metodo, le proprie abitudini, i propri percorsi. Bernard Berenson si portava dietro una lente e un binocolo; Federico Zeri si dava le arie da medium; Giuliano Briganti dava lezioni di virtuosisimo e perciò metteva la foto a dieci metri di distanza. Ciò detto, pretendere di azzeccare sempre l'autore al primo colpo, addirittura di partire dall'autore, come fanno molti giovanissimi, fa senza dubbio gonfiare l'autostima, ma non sempre vuol dire far bene l'esercizio. Il problema di quest'abitudine viene fuori quando aumenta il grado di difficoltà: allora, quando il nome non viene fuori, quando si brancola nel buio, la mancanza di una soluzione immediata si trasforma in afasia, in blocco.
Specie in fase di formazione, quando di sta imparando, quando quel che conta è mandare a memoria il maggior numero di immagini, è preferibile che il nome sia il punto di arrivo. La cosa più importante consiste infatti nel compiere un'analisi accurata del pezzo. Cercare in primo luogo di individuare il periodo, per esempio, in sé cosa non sempre agevole. E di qui spostarsi sull'area di produzione - un tempo si sarebbe detto la "scuola".

giovedì 29 ottobre 2009

Chi prova un commento?



















Come avrete notato, le immagini sono alle volte "facili", altre volte "difficili". In entrambe le circostanze non si tratta di un quiz o di un gioco, ma piuttosto di un'esercitazione. Nessuno perciò deve sentirsi messo in discussione, semplicemente perché non verrà giudicato. Piuttosto, in questo modo chiunque ha la possibilità di confrontarsi con un'immagine. Alla maggior parte di voi, di voi studenti intendo, non è capitato spesso. Spero inoltre che le immagini del blog sviluppino un dibattito in classe, come del resto è già capitato con alcuni di voi.

domenica 25 ottobre 2009

sabato 24 ottobre 2009

giovedì 22 ottobre 2009

mercoledì 21 ottobre 2009

sabato 17 ottobre 2009

Chi è?

venerdì 16 ottobre 2009

Chi è?

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mercoledì 14 ottobre 2009

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martedì 13 ottobre 2009

Incontro del 13 ottobre

Oggi ci siamo incontrati per la prima volta. E, diciamolo, ci siamo fatti anche qualche risata. Almeno all'inizio. Poi le cose sono andate diventando leggermente più complesse. Soprattutto quando abbiamo parlato di codici e linguaggi per comunicare. Per schematizzare, oggi abbiamo parlato delle cose seguenti.
. Cosa significa, cosa è lecito attendersi - e cosa non - da un corso di Storia dell'arte moderna di livello universitario.
. Estensione cronologica della definizione.
. Perché non è possibile, né giusto, ripercorrere un programma che includa tutta l'arte italiana dal 1401 al 1799.
. Curiosa - ma solo apparente - contraddizione fra musica e arte figurativa. Agevole avvicinarsi alla musica pop contemporanea, senza bisogno di troppi codici di accesso. Difficile farlo con la musica "classica". Si è portato come esempio il confronto fra Ramazzotti e Monteverdi. In arte figurativa gode di ampio credito l'idea che l'arte antica, per esempio Caravaggio, sia di immediato accesso; e che invece la contemporanea, per esempio Cattelan, riesca difficilmente a comunicare. In realtà, come si è detto, questa contraddizione è solo apparente. Peculiarità dell'opera d'arte e ancor più delle opere di grandi artisti, o degli autentici capolavori è quella di saper "parlare" attraverso i secoli. Laddove "parlare" non vuol dire necessariamente, anzi quasi mai, in realtà, comunicare il loro significato originale; ma appunto essere reinventate, reinterpretate, rigodute, rifruite da nuove generazioni di pubblico.
. Caravaggio può dunque essere tranquillamente goduto così com'è, secondo l'apparenza più superficiale, dalle nuove generazioni. Esattamente come chiunque può canticchiare l'attacco della quinta sinfonia di Beethoven. Altra cosa è invece cercare di capire, di decifrare cosa Caravaggio - e Beethoven - volessero comunicare. Altra cosa è impossessarsi dei loro codici, del complesso intreccio tra forma e contenuto. Questo, non altro, è diventare storici dell'arte.