venerdì 30 ottobre 2009

Chi prova un commento?























Riconoscere l'autore di un quadro o di una scultura solo dalla foto è un processo molto complicato, fatto di più componenti insieme. C'è di mezzo la memoria, in particolare la componente visiva: chi conosce più immagini risulta dunque inevitabilmente favorito. Studiare serve anche a questo. Esistono comunque anche un talento, un'intuizione, una sensibilità particolari, anch'esse suscettibili di affinamento allenandosi con sufficiente continuità. Per questo una buona cosa è per esempio farlo in due: una persona sceglie l'immagine, ne copre la didascalia e magari offre qualche guida, qualche consiglio, la seconda deve invece riconoscere. Dopo tre o cinque immagini ci si dà il cambio. Il patto reciproco consiste nel non sollevare la mano fintanto che il nome dell'autore non è venuto fuori: più o meno come Ulisse con le Sirene. Solo in questo modo l'opera resterà impressa nella mente.
Ogni grande conoscitore ha un proprio metodo, le proprie abitudini, i propri percorsi. Bernard Berenson si portava dietro una lente e un binocolo; Federico Zeri si dava le arie da medium; Giuliano Briganti dava lezioni di virtuosisimo e perciò metteva la foto a dieci metri di distanza. Ciò detto, pretendere di azzeccare sempre l'autore al primo colpo, addirittura di partire dall'autore, come fanno molti giovanissimi, fa senza dubbio gonfiare l'autostima, ma non sempre vuol dire far bene l'esercizio. Il problema di quest'abitudine viene fuori quando aumenta il grado di difficoltà: allora, quando il nome non viene fuori, quando si brancola nel buio, la mancanza di una soluzione immediata si trasforma in afasia, in blocco.
Specie in fase di formazione, quando di sta imparando, quando quel che conta è mandare a memoria il maggior numero di immagini, è preferibile che il nome sia il punto di arrivo. La cosa più importante consiste infatti nel compiere un'analisi accurata del pezzo. Cercare in primo luogo di individuare il periodo, per esempio, in sé cosa non sempre agevole. E di qui spostarsi sull'area di produzione - un tempo si sarebbe detto la "scuola".

11 commenti:

  1. Un piccolo indirizzo. Le due immagini sono state associate da una parte della storiografia più recente. Quest'associazione vi convince?

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  2. Professore indubbiamente lei ha ragione.
    Certo si tratta di due immagini molto particolari.
    Magari dirò una sciocchezza, ma io personalmente, osservando la seconda immagine ho pensato ad un'opera fiamminga, in particolare ad un'opera di Bosch soprattutto osservando le strane figure mostruose che mi hanno rimandata (non so bene il perchè) al "Trittico delle Delizie". La figura umana centrale, se non erro, ha sul capo un'aureola quindi indica quasi sicuramente una figura appartente alla Chiesa romana. Il fatto che sia attaccata così violentemente da esseri mostruosi e demoniaci avrà sicuramente un valore simbolico. Bosch tende a mostrare visivamente che la corruzione interiore riduce l'uomo a bestia. Magari qui è rappresentato proprio questo. Ovviamente ho voluto solo provare a dire la mia ma sono sicura di aver sbagliato tutto... Per quanto riguarda la prima opera, devo ammettere che anch'essa è alquanto particolare. Ciò che desta maggiormente la mia curiosità sono le due strane figure che, come fantasmi, si stagliano sullo sfondo. Professore, questa volta ci ha davvero messo in crisi :)

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  3. Mi ero ripromessa di non partecipare più a queste “cartoline dall’Inferno” ma … dovevo immaginare che non avrei resistito a lungo ...

    A parte la difficoltà legata all’attribuzione delle opere ( io sono proprio una di quelle che parte quasi sempre dall’identificazione dell’autore …. sarà per questo che adesso brancolo nel buio, anche se la prima immagine son certa di averla già vista … magari ricordassi dove …), quello che mi incuriosisce particolarmente è riuscire a capire perché la storiografia moderna tende ad associare le due immagini.

    Difatti, al di là della ( dubbia ) similarità cromatica, non riesco proprio a trovare un nesso tra le due.
    Non c’è analogia né a livello iconografico, visto che i soggetti sono diversissimi tra loro, anche se appartenenti entrambi all’ambito della pittura sacra ( forse ), né tantomeno a livello stilistico, dove differisce innanzitutto il trattamento della luce, che nella seconda immagine, contrariamente alla prima, risulta distribuita in maniera totalmente uniforme; notevole è poi la differenza nella stesura del colore: campiture piatte per la seconda opera, con il risultato di un effetto bidimensionale; ampio utilizzo del chiaroscuro nella prima, con la conseguenza di un'accentuata volumetria delle figure. Anche la linea sembra essere utilizzata in modo diverso. Nella prima immagine è abbastanza sinuosa, al punto che, associandola alla plasticità e corpulenza delle figure e ai delicati lineamenti dei volti , quasi mi richiama alla mente Botticelli e Lippi, anche se tendo ad escludere questi due artisti dal novero dei possibili “indiziati”.
    Mi lascia molto perplessa in questa prima immagine l’eccezionale trattamento cromatico e luministico delle vesti … non riesco proprio a trovare un riscontro in altre opere …

    Comunque, in conclusione, di certo queste due opere mi sembrano ben distanti tra di loro, sia geograficamente che cronologicamente .

    Prima Antonellina ha citato Bosch….. devo ammettere che non ci avevo proprio pensato …. io addirittura mi stavo convincendo che la seconda immagine avesse a che fare con una miniatura medievale …. e credo di essere andata molto ma molto lontana dalla verità...
    :-)

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  4. Il richiamo alla cultura nord, specie a livello iconografico, per una delle due opere, è tanto azzeccato quanto in realtà fuorviante. Perché si tratta di una traduzione in pittura di un'incisione tedesca della seconda metà del XV secolo. Giusto dunque, in termini indiziari, il richiamo a Bosch.
    Lavorate sulla cronologia. Secondo voi qual'è il periodo di realizzazione. E concentratevi sul viso della Vergine.

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  5. Ce l'ho fatta Prof!!!!!Non posso crederciii!!!
    Osservando meglio il viso della Vergine ho pensato immediatamente a Michelangelo. E' proprio lui! La prima opera è la "Madonna di Manchester", un dipinto, non completato, realizzato da Michelangelo e conservato nella National Gallery di Londra. L'opera inizialmente fu attribuita a Domenico Ghirlandaio, suo maestro, ma ormai da qualche anno è con sicurezza attribuita al grande artista della cappella Sistina.
    Gli angeli in piedi fanno pensare ad un'influenza che l'artista ebbe da alcune opere di Botticelli e Luca della Robbia.
    La seconda opera è "Il tormento di Sant'Antonio" ed è il primo dipinto realizzato da Michelangelo, che all'epoca aveva tra 12 e i 14 anni. In questi anni l'artista si trovava nella bottega del Ghirlandaio e perciò anche in questo caso si è pensato che l'opera fosse del maestro. Il 13 maggio 2009 l'opera è stata venduta a un museo del Texas.
    Il dipinto raffigura Sant'Antonio fluttuante nell'aria circondato da demoni di colore rosso e verde.
    Presumo che le due opere siano state associate proprio perchè sono state fatte nei primi anni di attività di Michelangelo, quando ancora egli viveva a stretto contatto con la bottega del Ghirlandaio.

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  6. Incredibile.... era impossibile arrivarci.... la seconda immagine è la primissima opera di Michelangelo Buonarroti, realizzata quando aveva appena 12 o 13 anni, nel 1487-88: “Il tormento di Sant’Antonio” tratto da un'incisione del quindicesimo secolo di Martin Schongauer....

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  7. Stè credimi sono felicissima!!! :)

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  8. Anto... bravissima!!!
    mi hai battuta sul tempo...:-)))
    io ero appena riuscita a scoprire la seconda...:-)) abbiamo commentato quasi simultaneamente....!!!
    Compimentoni...!!! almeno stasera potremo dormire sonni tranquilli...!!!!

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  9. Grazie:)!! Si si finalmente chiuderemo gli occhi non pensando più all'enigma riguardante questi due dipinti! Ieri pomeriggio stavo perdendo la testa perchè non riuscivo a capire come, le due opere, potessero essere associate. Ora tutto è chiarissimo! Il viso della Vergine mi ha illuminata :)

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  10. Io invece sono stata illuminata dal riferimento all'incisione.... infatti sono partita proprio da là ( urla di gioia quando me la son ritrovata davanti mentre sfogliavo l'enciclopedia!!! )... non credo che altrimenti sarei mai risalita a Michelangelo... ero completamente fuori strada .....

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  11. Ihih immagino! Io invece sono partita proprio da Michelangelo! Ho urlato come una folle. Mia madre si è spaventata :) Vabbè buona domenica!

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