Ci provo io..!!! Tanto ormai..... sono condannata in ogni caso.....! :-) ( magari così guadagno l'immunità alle future letture iconografiche e stilistiche in aula).
Masaccio, “Sant’Andrea”, tempera su tavola, Getty Museum di Malibu, Los Angeles
PREMESSA: L’immagine in questione è la riproduzione di uno dei 19(?) pannelli che in origine componevano il Polittico di Pisa, capolavoro di Masaccio. L’opera, commissionata nel 1426 per essere accolta come maestosa pala d’ altare nella Chiesa del Carmine a Pisa, dal XVIII sec. non esiste più nella sua globalità, in parte per la perdita di alcuni pannelli, in parte perché gli undici pannelli rimanenti sono entrati in possesso di più musei, e si trovano perciò tuttora dispersi in varie parti d’Europa e non solo; dunque, a mio modesto parere, un vero e proprio scempio, della cui entità ho potuto acquisire ulteriore consapevolezza durante la visita al Museo di Capodimonte, trovandomi di fronte al pannello raffigurante la “ Crocifissione”, la cimasa del Polittico di Pisa, vale a dire il pannello posto all’estremità superiore del dipinto. Masaccio, a quanto pare, realizzò le raffigurazioni dei vari pannelli in maniera prospettica, tenendo conto della diversa posizione che ognuno di essi avrebbe occupato al momento dell’assemblaggio finale e di conseguenza anche del punto di vista dello spettatore, motivo per il quale i singoli scomparti non dispongono interamente di una propria autonomia di lettura , ma necessitano di una visione d’insieme per essere apprezzati nel migliore dei modi ( la mia vena polemica mi impone di sottolineare sempre e comunque questo particolare).
BREVE LETTURA ICONOGRAFICA E STILISTICA: Il santo, rappresentato di profilo e a mezzo busto, con una lunga barba e lo sguardo rivolto lontano, tiene tra le mani una croce lignea e gli Atti degli Apostoli ( due degli attributi iconografici canonici di Sant'Andrea) ed è avvolto in un’ampia e corposa tunica verde che rende la figura quasi scultorea grazie ad un fine panneggio ed a notevoli passaggi chiaroscurali. Per quanto riguarda la collocazione spaziale e temporale, come si può ben vedere non abbiamo né fondali architettonici né tantomeno paesaggistici, ma soltanto un fondo dorato sul quale si staglia la figura del Santo. Quindi, un’ambientazione indefinita, che reca in sé in riflessi della cultura tardo-gotica, nella quale le icone votive erano caratterizzate appunto da un fondale dorato, simboleggiante il Paradiso. Ma, in questo caso, Masaccio sfrutta la resa atmosferica dell’oro per mettere ulteriormente in risalto la volumetria e la plasticità della figura umana, aspetti ben lontani dalle piatte immagini medievali.
Se non ricordo male si tratta di un'opera di Masaccio. E' raffigurato Sant'Andrea, fratello di Simon Pietro, apostolo di Cristo, definito dagli ortodossi: Protocletos ossia il "Primo Chiamato". L'immagine per molti versi rimanda al MedioEvo, soprattutto per quel concerne lo sfondo dorato, tipico dell'arte medievale (basti pensare alla Basilica di San Marco a Venezia). Nel Rinascimento, invece, essendoci un forte richiamo al mondo classico e soprattutto una grande voglia di imitazione del mondo antico, nei dipinti come negli affreschi si possono notare sfondi raffiguranti strutture architettoniche caratterestiche del mondo greco o romano ( si pensi alla "Flagellazione di Cristo" di Piero della Francesca o al Martirio di San Sebastiano di Antonello da Messina). Il Santo è raffigurato con in mano destra la croce, simbolo del suo martirio. Secondo alcuni testi infatti, Andrea fu crocifisso su una croce latina, simile a quella di Cristo, ma al contrario di quest'ultimo, fu legato e non inchiodato. La tradizione invece, vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce decussata (x) proprio per volere del discepolo che non volle essere eguagliato a Gesù. Nella mano sinistra tiene " Gli Atti degli Apostoli". E' facile capire che non si tratta di un'immagine medievale soprattutto per l'ampia volumetria ( in particolare del panneggio) e la notevole plasticità, caratteristiche assenti nelle opere dell'"Epoca Buia"
Storia dell'arte moderna, Università della Calabria, AA 2009-2010
Questo blog funziona come una lavagna elettronica ed è destinato principalmente agli studenti del corso di Storia dell'arte moderna tenuto da Paolo Coen nell'A.A. 2009-2010 presso l'Università della Calabria.
Modalità per superare l'esame
Com'è noto, l'esame di Storia dell'arte moderna conferisce allo studente del c.d. Nuovissimo ordinamento 9 CFU. Anche per questo il programma è stato diviso in 3 "moduli" da 3 CFU ciascuno. Al termine di ciascun "modulo" si terrà una prova scritta.
Il primo modulo tratterà dei metodi di approccio alla storia dell'arte, come per esempio l'iconologia, la c.d. connoisseurship e la storia sociale.
Per superare il primo modulo lo studente dovrà inoltre studiare il manuale dal 1400 fino al 1520.
Il secondo modulo verterà su grandi temi della storia dell'arte, come per esempio il concetto di classicismo o di realismo: questo modulo si concluderà con Caravaggio e il fenomeno del caravaggismo.
Per superare il secondo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1520 fino al 1650.
Il terzo modulo affronterà un preciso contesto storiografico, vale a dire la cultura artistica a Roma fra 1630 e 1750.
Per superare il terzo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1650 fino al 1800.
Si terranno tre prove scritte (test, o esoneri), una alla fine di ciascun modulo, in date prefissate, senza dunque prove ex tempore. Ogni studente avrà tre voti. La media fra questi voti rappresenterà una proposta di voto. Qualora lo studenti accetti, questa proposta sarà il voto finale e verrà registrato. Se invece lo studente ha voglia di migliorare uno, due o tutti i voti, dovrà sostenere lo stesso programma orale. L'orale è ovviamente necessario a quanti, o per assenza o per insufficienza, non possiedano voti di unao, due o tutte le prove scritte.
Date degli esami
Il primo esonero scritto si terrà alle 13.00 di martedì 10 novembre. A tempo debito sarà comunicata anche l'aula, quasi certamente non l'Aula Spezzaferro.
Le domande verteranno sulla storia dell'arte italiana dal 1400 al 1520 e sugli argomenti dibattuti a lezione. Vi saranno domande a risposta multipla ed una domanda finale a risposta aperta. I risultati verranno pubblicati sul blog.
Ci provo io..!!! Tanto ormai..... sono condannata in ogni caso.....! :-)
RispondiElimina( magari così guadagno l'immunità alle future letture iconografiche e stilistiche in aula).
Masaccio, “Sant’Andrea”, tempera su tavola, Getty Museum di Malibu, Los Angeles
PREMESSA:
L’immagine in questione è la riproduzione di uno dei 19(?) pannelli che in origine componevano il Polittico di Pisa, capolavoro di Masaccio.
L’opera, commissionata nel 1426 per essere accolta come maestosa pala d’ altare nella Chiesa del Carmine a Pisa, dal XVIII sec. non esiste più nella sua globalità, in parte per la perdita di alcuni pannelli, in parte perché gli undici pannelli rimanenti sono entrati in possesso di più musei, e si trovano perciò tuttora dispersi in varie parti d’Europa e non solo; dunque, a mio modesto parere, un vero e proprio scempio, della cui entità ho potuto acquisire ulteriore consapevolezza durante la visita al Museo di Capodimonte, trovandomi di fronte al pannello raffigurante la “ Crocifissione”, la cimasa del Polittico di Pisa, vale a dire il pannello posto all’estremità superiore del dipinto.
Masaccio, a quanto pare, realizzò le raffigurazioni dei vari pannelli in maniera prospettica, tenendo conto della diversa posizione che ognuno di essi avrebbe occupato al momento dell’assemblaggio finale e di conseguenza anche del punto di vista dello spettatore, motivo per il quale i singoli scomparti non dispongono interamente di una propria autonomia di lettura , ma necessitano di una visione d’insieme per essere apprezzati nel migliore dei modi ( la mia vena polemica mi impone di sottolineare sempre e comunque questo particolare).
BREVE LETTURA ICONOGRAFICA E STILISTICA:
Il santo, rappresentato di profilo e a mezzo busto, con una lunga barba e lo sguardo rivolto lontano, tiene tra le mani una croce lignea e gli Atti degli Apostoli ( due degli attributi iconografici canonici di Sant'Andrea) ed è avvolto in un’ampia e corposa tunica verde che rende la figura quasi scultorea grazie ad un fine panneggio ed a notevoli passaggi chiaroscurali.
Per quanto riguarda la collocazione spaziale e temporale, come si può ben vedere non abbiamo né fondali architettonici né tantomeno paesaggistici, ma soltanto un fondo dorato sul quale si staglia la figura del Santo. Quindi, un’ambientazione indefinita, che reca in sé in riflessi della cultura tardo-gotica, nella quale le icone votive erano caratterizzate appunto da un fondale dorato, simboleggiante il Paradiso.
Ma, in questo caso, Masaccio sfrutta la resa atmosferica dell’oro per mettere ulteriormente in risalto la volumetria e la plasticità della figura umana, aspetti ben lontani dalle piatte immagini medievali.
Se non ricordo male si tratta di un'opera di Masaccio. E' raffigurato Sant'Andrea, fratello di Simon Pietro, apostolo di Cristo, definito dagli ortodossi: Protocletos ossia il "Primo Chiamato".
RispondiEliminaL'immagine per molti versi rimanda al MedioEvo, soprattutto per quel concerne lo sfondo dorato, tipico dell'arte medievale (basti pensare alla Basilica di San Marco a Venezia). Nel Rinascimento, invece, essendoci un forte richiamo al mondo classico e soprattutto una grande voglia di imitazione del mondo antico, nei dipinti come negli affreschi si possono notare sfondi raffiguranti strutture architettoniche caratterestiche del mondo greco o romano ( si pensi alla "Flagellazione di Cristo" di Piero della Francesca o al Martirio di San Sebastiano di Antonello da Messina). Il Santo è raffigurato con in mano destra la croce, simbolo del suo martirio. Secondo alcuni testi infatti, Andrea fu crocifisso su una croce latina, simile a quella di Cristo, ma al contrario di quest'ultimo, fu legato e non inchiodato. La tradizione invece, vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce decussata (x) proprio per volere del discepolo che non volle essere eguagliato a Gesù.
Nella mano sinistra tiene " Gli Atti degli Apostoli". E' facile capire che non si tratta di un'immagine medievale soprattutto per l'ampia volumetria ( in particolare del panneggio) e la notevole plasticità, caratteristiche assenti nelle opere dell'"Epoca Buia"