In questo caso riconocere l'autore non è cosa eccessivamente difficile. Va poi sottolineato che il dipinto si presta a molteplici decrizioni e letture. C'è insomma spazio per tutti.
Il dipinto ad olio, realizzato agli inizi del Seicento, è di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Il titolo dell'opera è: "L'Incredulità di San Tommaso" e descrive, appunto, il momento (descritto nei Vangeli) in cui Gesù compare, in seguito alla Resurrezione, di fronte agli apostoli, invitando San Tommaso a toccare la ferita del suo costato, inferta dalla lancia con la quale i soldati (come abbiamo avuto modo di leggere anche in aula, proprio ieri, nel Vangelo di Giovanni) colpirono Gesù, quando questi era già morto. Le figure formano una specie di croce con le tre teste degli apostoli perfettamente incastrate l'una con l'altra. La luce proviene solo da sinistra e rischiara i volti curiosi e al contempo esterrefatti dei tre discepoli. Il tutto è dominato da un vivo realismo che, secondo alcune fonti, sconvolse addirittura il Marchese Vincenzo Giustiniani, committente dell'opera.
"L'incredulità di San Tommaso"di Caravaggio,realizzato tra il 1600 e il 1601 è un dipinto ad olio su tela,conservato alla Bildergalerie nel parco di Sanssouci a Potsdam.In questo dipinto vi sono alti vertici di concisione drammatica.Il tema della incredulità di S. Tommaso era di fondamentale importanza negli anni della Riforma e della Controriforma;era lì racchiuso ed esemplificato il grande problema della verità rivelata, del credere per fede, e della necessità, per l'uomo incredulo, di toccare con mano ciò che è inspiegabile.Cristo implicitamente perdona Tommaso e gli offre la piaga del suo costato che l'apostolo aveva dichiarato polemicamente agli altri apostoli di voler toccare, per credere che Gesù fosse veramente risorto, e quindi per non dubitare della vita eterna.Tommaso risulta essere più colto degli altri apostoli, figura di intellettuale problematico, che dubita e pretende conferme. Le implicazioni dell'episodio evangelico e lo spessore dei suoi significati sembrano ben compresi da Caravaggio, che affronta l'iconografia in modo innovativo.
"L'Incredulità di San Tommaso" di Potsdam proviene dalla raccolta di Vincenzo Giustiniani ed è databile intorno al 1601, come provano le affinità stilistiche con "l'Emaus" di Londra. Sappiamo che Giustiniani fu protettore del Merisi in quegli anni e probabilmente contribuì a fargli ottenere la commissione di alcune opere come la "Morte della Vergine",il "Suonatore di liuto" e forse la "Fillide" andata distrutta. L'opera presa in esame apre la serie di temi cristologici ovvero storie della Passione e post mortem. Questi sono rappresentati a tre quarti di figura. Ricordiamo che tale schema è riscontrabile nella pittura veneziana del Cinquecento. Fu all'aprirsi del secolo, dunque, che Caravaggio focalizzò la propria attenzione sui modi di rappresentare la pittura religiosa. Quale funzione ha questa per il pittore lombardo? Egli la intendeva come biblia pauperum, pertanto sua finalità primaria doveva essere l'efficacia comunicativa. Il metodo naturalistico è principio cardine della sua pittura. Questo è il presupposto basilare anche nell'affrontare il soggetto: Caravaggio riflette sulle circostanze reali e sui valori spirituali di cui esso è portatore. In cosa consiste,dunque,la novitas della pittura del Merisi? Nel rifiuto di servirsi di quel filtro iconografico e stilistico che si pone fra il soggetto rappresentato e la sua realizzazione figurativa. Si tratta unicamente di una nuova idea di elaborazione artistica? Quale pensiero si cela dietro il rifiuto dei tradizionali procedimenti formali? Un atteggiamento critico verso la Controriforma e i suoi ambienti,è una delle motivazioni. Possiamo osservare nella prima edizione di "San Matteo",in "Amor vincitore" e nella "Incredulità di San Tommaso",la presenza di un elemento costante:la luminosità trasparente. Nelle opere dei primi del secolo appare più nitida. Essa ha la funzione di rivelare la realtà. Questa rivelazione sembra quasi superare i limiti del decoro.
Storia dell'arte moderna, Università della Calabria, AA 2009-2010
Questo blog funziona come una lavagna elettronica ed è destinato principalmente agli studenti del corso di Storia dell'arte moderna tenuto da Paolo Coen nell'A.A. 2009-2010 presso l'Università della Calabria.
Modalità per superare l'esame
Com'è noto, l'esame di Storia dell'arte moderna conferisce allo studente del c.d. Nuovissimo ordinamento 9 CFU. Anche per questo il programma è stato diviso in 3 "moduli" da 3 CFU ciascuno. Al termine di ciascun "modulo" si terrà una prova scritta.
Il primo modulo tratterà dei metodi di approccio alla storia dell'arte, come per esempio l'iconologia, la c.d. connoisseurship e la storia sociale.
Per superare il primo modulo lo studente dovrà inoltre studiare il manuale dal 1400 fino al 1520.
Il secondo modulo verterà su grandi temi della storia dell'arte, come per esempio il concetto di classicismo o di realismo: questo modulo si concluderà con Caravaggio e il fenomeno del caravaggismo.
Per superare il secondo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1520 fino al 1650.
Il terzo modulo affronterà un preciso contesto storiografico, vale a dire la cultura artistica a Roma fra 1630 e 1750.
Per superare il terzo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1650 fino al 1800.
Si terranno tre prove scritte (test, o esoneri), una alla fine di ciascun modulo, in date prefissate, senza dunque prove ex tempore. Ogni studente avrà tre voti. La media fra questi voti rappresenterà una proposta di voto. Qualora lo studenti accetti, questa proposta sarà il voto finale e verrà registrato. Se invece lo studente ha voglia di migliorare uno, due o tutti i voti, dovrà sostenere lo stesso programma orale. L'orale è ovviamente necessario a quanti, o per assenza o per insufficienza, non possiedano voti di unao, due o tutte le prove scritte.
Date degli esami
Il primo esonero scritto si terrà alle 13.00 di martedì 10 novembre. A tempo debito sarà comunicata anche l'aula, quasi certamente non l'Aula Spezzaferro.
Le domande verteranno sulla storia dell'arte italiana dal 1400 al 1520 e sugli argomenti dibattuti a lezione. Vi saranno domande a risposta multipla ed una domanda finale a risposta aperta. I risultati verranno pubblicati sul blog.
Il dipinto ad olio, realizzato agli inizi del Seicento, è di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Il titolo dell'opera è: "L'Incredulità di San Tommaso" e descrive, appunto, il momento (descritto nei Vangeli) in cui Gesù compare, in seguito alla Resurrezione, di fronte agli apostoli, invitando San Tommaso a toccare la ferita del suo costato, inferta dalla lancia con la quale i soldati (come abbiamo avuto modo di leggere anche in aula, proprio ieri, nel Vangelo di Giovanni) colpirono Gesù, quando questi era già morto. Le figure formano una specie di croce con le tre teste degli apostoli perfettamente incastrate l'una con l'altra.
RispondiEliminaLa luce proviene solo da sinistra e rischiara i volti curiosi e al contempo esterrefatti dei tre discepoli. Il tutto è dominato da un vivo realismo che, secondo alcune fonti, sconvolse addirittura il Marchese Vincenzo Giustiniani, committente dell'opera.
"L'incredulità di San Tommaso"di Caravaggio,realizzato tra il 1600 e il 1601 è un dipinto ad olio su tela,conservato alla Bildergalerie nel parco di Sanssouci a Potsdam.In questo dipinto vi sono alti vertici di concisione drammatica.Il tema della incredulità di S. Tommaso era di fondamentale importanza negli anni della Riforma e della Controriforma;era lì racchiuso ed
RispondiEliminaesemplificato il grande problema della verità rivelata, del credere per
fede, e della necessità, per l'uomo incredulo, di toccare con mano ciò che è inspiegabile.Cristo implicitamente perdona Tommaso e gli offre la piaga del suo costato
che l'apostolo aveva dichiarato polemicamente agli altri apostoli di voler
toccare, per credere che Gesù fosse veramente risorto, e quindi per non
dubitare della vita eterna.Tommaso risulta essere più colto degli altri
apostoli, figura di intellettuale problematico, che dubita e pretende
conferme. Le implicazioni dell'episodio evangelico e lo spessore dei suoi
significati sembrano ben compresi da Caravaggio, che affronta l'iconografia
in modo innovativo.
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RispondiElimina"L'Incredulità di San Tommaso" di Potsdam proviene dalla raccolta di Vincenzo Giustiniani ed è databile intorno al 1601, come provano le affinità stilistiche con "l'Emaus" di Londra.
RispondiEliminaSappiamo che Giustiniani fu protettore del Merisi in quegli anni e probabilmente contribuì a fargli ottenere la commissione di alcune opere come la "Morte della Vergine",il "Suonatore di liuto" e forse la "Fillide" andata distrutta.
L'opera presa in esame apre la serie di temi cristologici ovvero storie della Passione e post mortem.
Questi sono rappresentati a tre quarti di figura.
Ricordiamo che tale schema è riscontrabile nella pittura veneziana del Cinquecento.
Fu all'aprirsi del secolo, dunque, che Caravaggio focalizzò la propria attenzione sui modi di rappresentare la pittura religiosa.
Quale funzione ha questa per il pittore lombardo?
Egli la intendeva come biblia pauperum, pertanto sua finalità primaria doveva essere l'efficacia comunicativa.
Il metodo naturalistico è principio cardine della sua pittura.
Questo è il presupposto basilare anche nell'affrontare il soggetto: Caravaggio riflette sulle circostanze reali e sui valori spirituali di cui esso è portatore.
In cosa consiste,dunque,la novitas della pittura del Merisi?
Nel rifiuto di servirsi di quel filtro iconografico e stilistico che si pone fra il soggetto rappresentato e la sua realizzazione figurativa.
Si tratta unicamente di una nuova idea di elaborazione artistica?
Quale pensiero si cela dietro il rifiuto dei tradizionali procedimenti formali?
Un atteggiamento critico verso la Controriforma e i suoi ambienti,è una delle motivazioni.
Possiamo osservare nella prima edizione di "San Matteo",in "Amor vincitore" e nella "Incredulità di San Tommaso",la presenza di un elemento costante:la luminosità trasparente.
Nelle opere dei primi del secolo appare più nitida.
Essa ha la funzione di rivelare la realtà. Questa rivelazione sembra quasi superare i limiti del decoro.