giovedì 3 dicembre 2009

Chi prova un commento?


In questo caso riconocere l'autore non è cosa eccessivamente difficile. Va poi sottolineato che il dipinto si presta a molteplici decrizioni e letture. C'è insomma spazio per tutti.

4 commenti:

  1. Il dipinto ad olio, realizzato agli inizi del Seicento, è di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Il titolo dell'opera è: "L'Incredulità di San Tommaso" e descrive, appunto, il momento (descritto nei Vangeli) in cui Gesù compare, in seguito alla Resurrezione, di fronte agli apostoli, invitando San Tommaso a toccare la ferita del suo costato, inferta dalla lancia con la quale i soldati (come abbiamo avuto modo di leggere anche in aula, proprio ieri, nel Vangelo di Giovanni) colpirono Gesù, quando questi era già morto. Le figure formano una specie di croce con le tre teste degli apostoli perfettamente incastrate l'una con l'altra.
    La luce proviene solo da sinistra e rischiara i volti curiosi e al contempo esterrefatti dei tre discepoli. Il tutto è dominato da un vivo realismo che, secondo alcune fonti, sconvolse addirittura il Marchese Vincenzo Giustiniani, committente dell'opera.

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  2. "L'incredulità di San Tommaso"di Caravaggio,realizzato tra il 1600 e il 1601 è un dipinto ad olio su tela,conservato alla Bildergalerie nel parco di Sanssouci a Potsdam.In questo dipinto vi sono alti vertici di concisione drammatica.Il tema della incredulità di S. Tommaso era di fondamentale importanza negli anni della Riforma e della Controriforma;era lì racchiuso ed
    esemplificato il grande problema della verità rivelata, del credere per
    fede, e della necessità, per l'uomo incredulo, di toccare con mano ciò che è inspiegabile.Cristo implicitamente perdona Tommaso e gli offre la piaga del suo costato
    che l'apostolo aveva dichiarato polemicamente agli altri apostoli di voler
    toccare, per credere che Gesù fosse veramente risorto, e quindi per non
    dubitare della vita eterna.Tommaso risulta essere più colto degli altri
    apostoli, figura di intellettuale problematico, che dubita e pretende
    conferme. Le implicazioni dell'episodio evangelico e lo spessore dei suoi
    significati sembrano ben compresi da Caravaggio, che affronta l'iconografia
    in modo innovativo.

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  4. "L'Incredulità di San Tommaso" di Potsdam proviene dalla raccolta di Vincenzo Giustiniani ed è databile intorno al 1601, come provano le affinità stilistiche con "l'Emaus" di Londra.
    Sappiamo che Giustiniani fu protettore del Merisi in quegli anni e probabilmente contribuì a fargli ottenere la commissione di alcune opere come la "Morte della Vergine",il "Suonatore di liuto" e forse la "Fillide" andata distrutta.
    L'opera presa in esame apre la serie di temi cristologici ovvero storie della Passione e post mortem.
    Questi sono rappresentati a tre quarti di figura.
    Ricordiamo che tale schema è riscontrabile nella pittura veneziana del Cinquecento.
    Fu all'aprirsi del secolo, dunque, che Caravaggio focalizzò la propria attenzione sui modi di rappresentare la pittura religiosa.
    Quale funzione ha questa per il pittore lombardo?
    Egli la intendeva come biblia pauperum, pertanto sua finalità primaria doveva essere l'efficacia comunicativa.
    Il metodo naturalistico è principio cardine della sua pittura.
    Questo è il presupposto basilare anche nell'affrontare il soggetto: Caravaggio riflette sulle circostanze reali e sui valori spirituali di cui esso è portatore.
    In cosa consiste,dunque,la novitas della pittura del Merisi?
    Nel rifiuto di servirsi di quel filtro iconografico e stilistico che si pone fra il soggetto rappresentato e la sua realizzazione figurativa.
    Si tratta unicamente di una nuova idea di elaborazione artistica?
    Quale pensiero si cela dietro il rifiuto dei tradizionali procedimenti formali?
    Un atteggiamento critico verso la Controriforma e i suoi ambienti,è una delle motivazioni.
    Possiamo osservare nella prima edizione di "San Matteo",in "Amor vincitore" e nella "Incredulità di San Tommaso",la presenza di un elemento costante:la luminosità trasparente.
    Nelle opere dei primi del secolo appare più nitida.
    Essa ha la funzione di rivelare la realtà. Questa rivelazione sembra quasi superare i limiti del decoro.

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