martedì 8 dicembre 2009

Chi vuole provare un commento?

1 commento:

  1. Caravaggio era poco adatto ad istruire degli apprendisti, non ebbe una scuola ma la sua pittura attrasse molti artisti, italiani e stranieri.
    Carlo Saraceni (1579-1620), fu particolarmente attento agli effetti di luce e alla rappresentazione realistica dei personaggi caravaggeschi.
    In questo quadro di soggetto religioso del 1610, Madonna col bambino e Sant’Anna, i protagonisti hanno sembianze vere e tutto è puntato sulla quotidianità degli atteggiamenti e dei gesti.
    L’attenzione del pittore è concentrata in quel dialogo, che riporta nel mondo degli uomini l’umanità delle figure divine.
    La tipologia delle figure di carattere popolare, la normalità dei dettagli di ambiente povero, l’immediatezza dei gesti, caratterizzano l’opera esposta nella Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma, dove il Bambino sembra trattenere la nonna, tirandola per il mantello, quasi a voler giocare con la colomba che questa ha tra le mani, mentre la vecchia gli ferma la manina pronta ad allontanarlo, e la madre col dito alzato sembra volerlo dissuadere.
    L’artista interiorizza l’opera nel linguaggio caravaggesco. Il naturalismo dell’episodio trattato come vita quotidiana pur nell’eccezionalità delle persone e dell’evento è avvicinato con la massima partecipazione.
    La formazione veneta del pittore, che giunse a Roma alla fine del secolo, lo portò a temperare e a rendere morbidi i passaggi di luce e ombra che non permettono una contrapposizione precisa come nella pittura di Caravaggio.

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