Caravaggio era poco adatto ad istruire degli apprendisti, non ebbe una scuola ma la sua pittura attrasse molti artisti, italiani e stranieri. Carlo Saraceni (1579-1620), fu particolarmente attento agli effetti di luce e alla rappresentazione realistica dei personaggi caravaggeschi. In questo quadro di soggetto religioso del 1610, Madonna col bambino e Sant’Anna, i protagonisti hanno sembianze vere e tutto è puntato sulla quotidianità degli atteggiamenti e dei gesti. L’attenzione del pittore è concentrata in quel dialogo, che riporta nel mondo degli uomini l’umanità delle figure divine. La tipologia delle figure di carattere popolare, la normalità dei dettagli di ambiente povero, l’immediatezza dei gesti, caratterizzano l’opera esposta nella Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma, dove il Bambino sembra trattenere la nonna, tirandola per il mantello, quasi a voler giocare con la colomba che questa ha tra le mani, mentre la vecchia gli ferma la manina pronta ad allontanarlo, e la madre col dito alzato sembra volerlo dissuadere. L’artista interiorizza l’opera nel linguaggio caravaggesco. Il naturalismo dell’episodio trattato come vita quotidiana pur nell’eccezionalità delle persone e dell’evento è avvicinato con la massima partecipazione. La formazione veneta del pittore, che giunse a Roma alla fine del secolo, lo portò a temperare e a rendere morbidi i passaggi di luce e ombra che non permettono una contrapposizione precisa come nella pittura di Caravaggio.
Storia dell'arte moderna, Università della Calabria, AA 2009-2010
Questo blog funziona come una lavagna elettronica ed è destinato principalmente agli studenti del corso di Storia dell'arte moderna tenuto da Paolo Coen nell'A.A. 2009-2010 presso l'Università della Calabria.
Modalità per superare l'esame
Com'è noto, l'esame di Storia dell'arte moderna conferisce allo studente del c.d. Nuovissimo ordinamento 9 CFU. Anche per questo il programma è stato diviso in 3 "moduli" da 3 CFU ciascuno. Al termine di ciascun "modulo" si terrà una prova scritta.
Il primo modulo tratterà dei metodi di approccio alla storia dell'arte, come per esempio l'iconologia, la c.d. connoisseurship e la storia sociale.
Per superare il primo modulo lo studente dovrà inoltre studiare il manuale dal 1400 fino al 1520.
Il secondo modulo verterà su grandi temi della storia dell'arte, come per esempio il concetto di classicismo o di realismo: questo modulo si concluderà con Caravaggio e il fenomeno del caravaggismo.
Per superare il secondo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1520 fino al 1650.
Il terzo modulo affronterà un preciso contesto storiografico, vale a dire la cultura artistica a Roma fra 1630 e 1750.
Per superare il terzo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1650 fino al 1800.
Si terranno tre prove scritte (test, o esoneri), una alla fine di ciascun modulo, in date prefissate, senza dunque prove ex tempore. Ogni studente avrà tre voti. La media fra questi voti rappresenterà una proposta di voto. Qualora lo studenti accetti, questa proposta sarà il voto finale e verrà registrato. Se invece lo studente ha voglia di migliorare uno, due o tutti i voti, dovrà sostenere lo stesso programma orale. L'orale è ovviamente necessario a quanti, o per assenza o per insufficienza, non possiedano voti di unao, due o tutte le prove scritte.
Date degli esami
Il primo esonero scritto si terrà alle 13.00 di martedì 10 novembre. A tempo debito sarà comunicata anche l'aula, quasi certamente non l'Aula Spezzaferro.
Le domande verteranno sulla storia dell'arte italiana dal 1400 al 1520 e sugli argomenti dibattuti a lezione. Vi saranno domande a risposta multipla ed una domanda finale a risposta aperta. I risultati verranno pubblicati sul blog.
Caravaggio era poco adatto ad istruire degli apprendisti, non ebbe una scuola ma la sua pittura attrasse molti artisti, italiani e stranieri.
RispondiEliminaCarlo Saraceni (1579-1620), fu particolarmente attento agli effetti di luce e alla rappresentazione realistica dei personaggi caravaggeschi.
In questo quadro di soggetto religioso del 1610, Madonna col bambino e Sant’Anna, i protagonisti hanno sembianze vere e tutto è puntato sulla quotidianità degli atteggiamenti e dei gesti.
L’attenzione del pittore è concentrata in quel dialogo, che riporta nel mondo degli uomini l’umanità delle figure divine.
La tipologia delle figure di carattere popolare, la normalità dei dettagli di ambiente povero, l’immediatezza dei gesti, caratterizzano l’opera esposta nella Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma, dove il Bambino sembra trattenere la nonna, tirandola per il mantello, quasi a voler giocare con la colomba che questa ha tra le mani, mentre la vecchia gli ferma la manina pronta ad allontanarlo, e la madre col dito alzato sembra volerlo dissuadere.
L’artista interiorizza l’opera nel linguaggio caravaggesco. Il naturalismo dell’episodio trattato come vita quotidiana pur nell’eccezionalità delle persone e dell’evento è avvicinato con la massima partecipazione.
La formazione veneta del pittore, che giunse a Roma alla fine del secolo, lo portò a temperare e a rendere morbidi i passaggi di luce e ombra che non permettono una contrapposizione precisa come nella pittura di Caravaggio.