sabato 24 ottobre 2009

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2 commenti:

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  2. L’immagine riproduce un affresco facente parte dal ciclo pittorico con storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista che Filippo Lippi realizzò nel Duomo di Prato tra il 1452 e il 1465 circa.

    Vi è rappresentato il Convito di Erode, episodio molto diffuso nell’ambito dell’iconografia rinascimentale, narrato nei Vangeli di Matteo e Marco.
    Brevemente: Erode, tetrarca della Galilea, convive con Erodiade, moglie del proprio fratellastro, e per tale motivo viene rimproverato da San Giovanni Battista, che paga con il carcere questo affronto.
    Ma, durante un banchetto, Erode assiste estasiato alla “danza dei sette veli” eseguita in suo onore da Salomè, giovane e bella figlia di Erodiade che, dopo aver ottenuto la promessa di un premio dal sovrano, chiede, istigata dalla madre, la testa del Battista.

    Filippo Lippi, che tra l’altro aveva sicuramente avuto modo di vedere gli affreschi eseguiti da Masaccio e Masolino nella cappella Brancacci, rappresenta all’interno di un unico spazio due episodi cronologicamente successivi: a sinistra, la danza di Salomè di fronte ai convitati e ad Erode; a destra, la consegna della testa del Battista ad Erodiade.

    La scena è particolarmente gremita di personaggi.
    Mirabile la scenografia architettonica all’interno della quale essi sono calati, studiata in ogni minimo dettaglio, dalle due arcate che si aprono alle spalle dei commensali, offrendo uno scorcio del paesaggio retrostante ed accentuando il senso di profondità, al pavimento splendidamente decorato con motivi geometrici policromi.

    Prospettiva, volumetria delle figure, varietà negli atteggiamenti e negli stati d’animo di ogni singolo personaggio, notevole forza espressiva: sicuramente Filippo Lippi ha ben presente la lezione di Masaccio quando realizza questo ciclo di affreschi.

    Qui, vediamo un particolare che focalizza l’attenzione sulla bellissima figura di Salomè, colta nel momento della fatidica danza.
    Modellata ricorrendo ad una linea sinuosa e delicata, avvolta in un candido abito bianco dal ricco panneggio e dai lievi passaggi chiaroscurali, essa si muove nello spazio con grazia ed eleganza, quasi come se stesse fluttuando nell’aria

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