Il dipinto, risalente alla fine degli anni '80 del 1500, si inserisce nell’ambito della produzione artistica successiva al Concilio di Trento, durante il quale, oltre a ribadire il valore catechetico e devozionale delle immagini, si cercò anche di giungere ad una regolamentazione delle immagini sacre, onde evitare di precipitare nell’ambiguo e nel profano. L’opera esprime chiaramente questo nuovo orientamento, attraverso una composizione molto semplice, con pochi personaggi, tutti immediatamente riconoscibili e con un abbigliamento consono alla tradizione, che non dà adito ad una possibile ambientazione della vicenda nel tempo presente. Per avere un’idea della nuova interpretazione, credo si possa confrontare quest’opera con il "Compianto sul Cristo morto" di Rosso Fiorentino (l’immagine precedentemente oggetto di un commento), dove l’intero spazio compositivo è “affollato” da una miriade di personaggi, non tutti facilmente riconoscibili, in quanto alle figure canoniche protagoniste dell’episodio se né aggiungono altre, alcune delle quali emergono dall’oscurità con dei tratti mostruosi. Inoltre, vi è una ricercatezza nell’abbigliamento, nonché nella realizzazione delle acconciature ( visibile soprattutto nelle due donne in primo piano, una delle quali è la Maddalena)che non trova per niente riscontro nella sobrietà che viene invece proposta da Scipione.
Qui, i personaggi occupano completamente il primo piano, ruotando attorno alla figura del Cristo che, disteso sulle gambe della Vergine, fa da raccordo tra le quattro figure principali, mentre più decentrate risultano le due donne in piedi sul lato sinistro. Alle loro spalle, si apre un paesaggio montagnoso e lacustre - delimitato dai due uomini posti ai lati che trasportano le scale - organizzato in modo tale da indirizzare lo sguardo verso il punto focale della composizione, grazie alle linee oblique dei profili rocciosi che convergono verso il centro. I colori utilizzati,molto luminosi, contribuiscono a dare plasticità alle figure, dai cui volti traspare un ‘espressione di dolore e di pateticità comunque contenuta che non arriva ed esplodere in un eccesso di drammaticità. Il pittore ha così dato vita, rispecchiando le esigenze della Controriforma, ad una rappresentazione dalla quale traspare una forte carica devozionale e mistica, accentuata dall‘atmosfera soffusa e quieta che pervade l’intera composizione.
Storia dell'arte moderna, Università della Calabria, AA 2009-2010
Questo blog funziona come una lavagna elettronica ed è destinato principalmente agli studenti del corso di Storia dell'arte moderna tenuto da Paolo Coen nell'A.A. 2009-2010 presso l'Università della Calabria.
Modalità per superare l'esame
Com'è noto, l'esame di Storia dell'arte moderna conferisce allo studente del c.d. Nuovissimo ordinamento 9 CFU. Anche per questo il programma è stato diviso in 3 "moduli" da 3 CFU ciascuno. Al termine di ciascun "modulo" si terrà una prova scritta.
Il primo modulo tratterà dei metodi di approccio alla storia dell'arte, come per esempio l'iconologia, la c.d. connoisseurship e la storia sociale.
Per superare il primo modulo lo studente dovrà inoltre studiare il manuale dal 1400 fino al 1520.
Il secondo modulo verterà su grandi temi della storia dell'arte, come per esempio il concetto di classicismo o di realismo: questo modulo si concluderà con Caravaggio e il fenomeno del caravaggismo.
Per superare il secondo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1520 fino al 1650.
Il terzo modulo affronterà un preciso contesto storiografico, vale a dire la cultura artistica a Roma fra 1630 e 1750.
Per superare il terzo modulo lo studente dovrà studiare il manuale dal 1650 fino al 1800.
Si terranno tre prove scritte (test, o esoneri), una alla fine di ciascun modulo, in date prefissate, senza dunque prove ex tempore. Ogni studente avrà tre voti. La media fra questi voti rappresenterà una proposta di voto. Qualora lo studenti accetti, questa proposta sarà il voto finale e verrà registrato. Se invece lo studente ha voglia di migliorare uno, due o tutti i voti, dovrà sostenere lo stesso programma orale. L'orale è ovviamente necessario a quanti, o per assenza o per insufficienza, non possiedano voti di unao, due o tutte le prove scritte.
Date degli esami
Il primo esonero scritto si terrà alle 13.00 di martedì 10 novembre. A tempo debito sarà comunicata anche l'aula, quasi certamente non l'Aula Spezzaferro.
Le domande verteranno sulla storia dell'arte italiana dal 1400 al 1520 e sugli argomenti dibattuti a lezione. Vi saranno domande a risposta multipla ed una domanda finale a risposta aperta. I risultati verranno pubblicati sul blog.
Scipione Pulzone da Gaeta, "Pietà"
RispondiEliminaIl dipinto, risalente alla fine degli anni '80 del 1500, si inserisce nell’ambito della produzione artistica successiva al Concilio di Trento, durante il quale, oltre a ribadire il valore catechetico e devozionale delle immagini, si cercò anche di giungere ad una regolamentazione delle immagini sacre, onde evitare di precipitare nell’ambiguo e nel profano.
L’opera esprime chiaramente questo nuovo orientamento, attraverso una composizione molto semplice, con pochi personaggi, tutti immediatamente riconoscibili e con un abbigliamento consono alla tradizione, che non dà adito ad una possibile ambientazione della vicenda nel tempo presente.
Per avere un’idea della nuova interpretazione, credo si possa confrontare quest’opera con il "Compianto sul Cristo morto" di Rosso Fiorentino (l’immagine precedentemente oggetto di un commento), dove l’intero spazio compositivo è “affollato” da una miriade di personaggi, non tutti facilmente riconoscibili, in quanto alle figure canoniche protagoniste dell’episodio se né aggiungono altre, alcune delle quali emergono dall’oscurità con dei tratti mostruosi.
Inoltre, vi è una ricercatezza nell’abbigliamento, nonché nella realizzazione delle acconciature ( visibile soprattutto nelle due donne in primo piano, una delle quali è la Maddalena)che non trova per niente riscontro nella sobrietà che viene invece proposta da Scipione.
Qui, i personaggi occupano completamente il primo piano, ruotando attorno alla figura del Cristo che, disteso sulle gambe della Vergine, fa da raccordo tra le quattro figure principali, mentre più decentrate risultano le due donne in piedi sul lato sinistro.
Alle loro spalle, si apre un paesaggio montagnoso e lacustre - delimitato dai due uomini posti ai lati che trasportano le scale - organizzato in modo tale da indirizzare lo sguardo verso il punto focale della composizione, grazie alle linee oblique dei profili rocciosi che convergono verso il centro.
I colori utilizzati,molto luminosi, contribuiscono a dare plasticità alle figure, dai cui volti traspare un ‘espressione di dolore e di pateticità comunque contenuta che non arriva ed esplodere in un eccesso di drammaticità.
Il pittore ha così dato vita, rispecchiando le esigenze della Controriforma, ad una rappresentazione dalla quale traspare una forte carica devozionale e mistica, accentuata dall‘atmosfera soffusa e quieta che pervade l’intera composizione.