
Va bene, abbiamo capito che un gruppetto di persone sa riconoscere l'autore. Ottimo. E che magari sa anche organizzare un discorso intorno al quadro, o alla scultura. Ancor meglio. Adesso rendiamo la cosa ancor più difficile. Sappiamo anche costruire sul linguaggio? Per esempio: quali sono i debiti? E quali i crediti, cioè i semi destinati a fruttificare nell'immediato e nel futuro?
Se volete, questo discorso può applicarsi naturalmente anche alle vecchie immagini, in particolare alla precedente, quella con il Cupido.
Si tratta del “Compianto sul Cristo deposto”, di Rosso fiorentino (1529 circa).
RispondiEliminaVisto che dobbiamo parlare di debiti e crediti dell’opera in questione ( argomento veramente molto interessante), di primo impatto direi che, probabilmente, l’impianto compositivo, nonché il soggetto iconografico, potrebbe richiamarsi alla "Deposizione di Raffaello", di qualche anno precedente ( 1507 ).
Tra le affinità presenti,si può notare come in entrambe le opere la Vergine campeggi al centro della composizione, creando quasi uno spartiacque tra i vari personaggi che affollano la scena; inoltre, la posa assunta dal corpo senza vita del Cristo sostenuto da due degli astanti è quasi del tutto identica.
L’espressione e la posa della Vergine però, nonché la presenza di due personaggi che la sorreggono, ricorda più il “Compianto su Cristo morto” del Botticelli, del 1495.
Se invece parliamo di possibili semi germogliati nel futuro, forse la Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio del 1609 potrebbe rendere bene l’idea.
Al di là dell’impianto compositivo, che subisce comunque qualche piccola variazione, non posso infatti far a meno di notare come in entrambe le opere, le figure si staglino su di un fondo cupo e quasi del tutto privo di una precisa ambientazione architettonica o paesaggistica, emergendo dall’oscurità per merito di una sorgente di luce che oltretutto, sia nell’una che nell’altra opera, sembra provenire dalla stessa direzione, cioè da sinistra, investendo soprattutto i personaggi che sono a stretto contatto con il corpo di Cristo ( e di Lazzaro ).