domenica 22 novembre 2009

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2 commenti:

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  2. “Cupido che fabbrica l’arco”, realizzato dal Parmigianino nel 1533 circa.
    L’opera raffigura il dio Cupido (Eros nella mitologia greca ) intento a fabbricare il proprio arco, con il quale scoccherà le sue frecce che, come ben noto, sono dotate di un grande potere: infondono amore ( nel caso di dardi dorati ) o odio ( nel caso di dardi di piombo) in chi ne viene colpito.
    Cupido, rappresentato in piedi e a figura intera, invade completamente lo spazio della composizione.
    Pur essendo raffigurato di spalle ( con delle ali che sono di un realismo impressionante ) egli si volta verso lo spettatore, permettendo di coglierne lo sguardo vispo e penetrante, su di un viso angelico e dalle rosee guance, incorniciato da una capigliatura di biondi riccioli.
    L’arco che sta costruendo, come pure la gamba sinistra protesa in avanti, poggiano su alcuni libri, il che potrebbe in qualche modo alludere all’intelletto, alla sapienza e alla ragione che vengono calpestati dall’impeto della passione.
    Dietro di lui, nello spazio piramidale tracciato dalla posizione delle gambe, due putti, molto diversi l’uno dall’altro, sia fisicamente che espressivamente, sono sdraiati per terra.
    Il primo, che guarda dritto verso lo spettatore, con uno sguardo alquanto divertito, vieni identificato con Anteros, principio maschile e personificazione dell’amore reciproco corrisposto; l’altro invece, dalla chioma bionda e liscia, appare alquanto stizzito, ritratto in preda ad una smorfia di dolore, mentre Anteros lo afferra stringendolo a sé, bloccandogli il braccio destro per impedirgli di toccare Cupido. Il fatto che egli venga identificato con Liseros, principio femminile e personificazione della forza che fa cessare l’amore, contribuisce a rafforzare ulteriormente il concetto dell’amore che trionfa su tutto, che sembra proprio essere il tema del dipinto.

    Abbastanza evidente la somiglianza iconografica e simbolica con l'Amor Vincit Omnia di Caravaggio.

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